Un comune unico per il Mendrisiotto

Un comune unico per il Mendrisiotto. Questa è la proposta che esce dal nuovo progetto aggregativo promosso dal Consiglio di stato e che prevede per il CantonTicino un massimo di 23 fino a un minimo di 13 enti locali. Lo studio è attualmente in consultazione in tutti i municipi del nostro distretto ed ha un orizzonte realizzativo del 2020, che a livello politico significa domani. Un progetto coraggioso che va sostenuto con forza perché riesce a scardinare logiche aggregative che avevano un retrogusto medievale. È vero che si sarebbe potuto dire il fine (aggregativo) giustifica i mezzi (medievali),  ma spesso sono stati promossi interessi particolari senza riuscire a perseguire fino in fondo quelli che secondo noi sono gli obbiettivi principali di un processo aggregativo, ossia migliorare i servizi ai cittadini e promuovere una migliore gestione territoriale che tuteli il bene comune e non gli interessi di pochi.

Se guardiamo indietro negli anni, a Chiasso il processo aggregativo si è infranto contro le resistenze partitiche di quei comuni che rischiavano di perdere il colore del sindacato. Situazione che si è ulteriormente accentuata con le ultime votazioni comunali, dove Chiasso è rimasto polo con un sindaco liberale attorniato da comuni con il sindaco popolare democratico.

Stabio ha rifiutato in sposa Ligornetto e tende a evitare qualsiasi discorso aggregativo per gestire in solitaria la sua sproporzionata zona industriale. Due anni fa Il Corriere Della Sera titolava “Fenomeno d’oltre frontiera: gli abitanti sono 4000 e i frontalieri 4800”. E oggi la situazione non è sicuramente migliorata. Ma chi ci è andato di mezzo è il territorio e la qualità di vita dei cittadini.

Mendrisio invece per non correre il rischio di alzare troppo il moltiplicatore, perché comunque già oggi è costretto all’aumento,  ha interrotto il processo aggregativo ricattando di fatto il Cantone con un aut aut: o ci date più soldi (30 milioni invece di 5) o il processo aggregativo lo interrompiamo qui, e lo hanno interrotto! Per non parlare dei cosiddetti incontri bilaterali tra Mendrisio e i comuni da aggregare. Bilaterali che in realtà erano un mero dare per avere tra i due comuni, basato su rapporti di forza e piccoli favori in un clima feudale di sudditanza.

Su queste modalità di aggregazione siamo spesso stati scettici, se non contrari, cercando di parlare piuttosto di un Mendrisiotto unico.

Non c’è mai stata fiducia nella politica territoriale di Mendrisio. Politica territoriale che dovrebbe essere al centro delle preoccupazioni di chi siede in municipio, promuovendo uno sviluppo sostenibile della regione e non cercando di ampliare le zone industriali in una regione già così rovinata e satura. Tre grosse zone industriali per il nostro distretto sono sufficienti, ma le loro risorse in termini economici vanno gestite pensando a tutta la regione e non come capita adesso pensando agli interessi locali, il che si traduce nel sacrificare territorio per poter sopportare moltiplicatori allettanti o come viene spesso detto “competitivi”.

Per superare queste difficoltà era necessario un atto coraggioso che andasse oltre i localismi, i personalismi e i partitismi. Il Mendrisiotto unico è sicuramente la risposta giusta e auspichiamo che si creino al più presto tavoli di discussione fra i municipi di tutta la regione.

Ma quali saranno le sfide del comune unico Mendrisiotto?

Sicuramente la promozione del territorio, che oggi non deve più venir fatta solo in funzione di una politica industriale aggressiva, ma soprattutto in funzione della conservazione di quei pochi spazi inedificati di fondovalle che ci sono rimasti. E qui una particolare attenzione dovrà andare alla politica agricola, che permette di salvaguardare un paesaggio degno di essere vissuto. In questo senso la Confederazione lo scorso anno ha gettato chiare basi legali per permettere agli enti locali di procedere in questa direzione.

Inoltre si potrà costruire una rete sociale capillare ma al contempo efficace ed efficiente, con una messa in rete degli operatori sociali e delle case anziani. Un comune unico avrà anche la forza necessaria per promuovere la creazione di abitazioni a misura di anziano. Abitazioni che nel nostro cantone  per ora stentano a nascere.

Infine un Mendrisiotto unico andrebbe oltre il bipolarismo Chiasso – Mendrisio e permetterebbe di gestire con un indirizzo comune i fondi per la nuova politica regionale e per il turismo. I due enti preposti sono attori importanti per lo sviluppo turistico della regione. Bisogna riuscire ad andare oltre il turismo di giornata modello Fox Town di cui ci siamo purtroppo accontentati.

 

Ivo Durisch

coordinatore PS Mendrisiotto

Hai qualcosa da dire? Lascia un commento!